Nike Go FlyEase: la scarpa senza mani nata da una lettera

Vista laterale di una scarpa Nike Go FlyEase nei toni del verde chiaro, celeste e pesca, poggiata su un prato verde sotto un cielo azzurro con nuvole sfumate. La scarpa è mostrata nella sua posizione classica, distesa e pronta per essere indossata.

Tutto è iniziato con una lettera scritta da un ragazzo di sedici anni nel 2012. “Sono nato due mesi prima del previsto”, scriveva Matthew Walzer al CEO di Nike. “Pesavo solo poco più di un chilo e trecento grammi, e poiché i miei polmoni non si erano sviluppati completamente, il mio cervello non ha ricevuto abbastanza ossigeno. Di conseguenza ho subito un danno cerebrale che mi ha causato la paralisi cerebrale.”

Walzer spiegava di riuscire a fare quasi tutto da solo — anni di pratica lo avevano aiutato a padroneggiare gesti complessi come scrivere o aprire una bottiglia. Ma allacciarsi le scarpe non era uno di quei gesti. “Ho sedici anni e riesco a vestirmi completamente da solo, ma i miei genitori devono ancora allacciarmi le scarpe”, scriveva. “Come adolescente che cerca di diventare del tutto autonomo, lo trovo estremamente frustrante e a volte imbarazzante.”

Walzer ha precisato che quella lettera non l’aveva scritta solo per sé: “L’ho scritta per i milioni di altre persone con disabilità nel mondo che faticano a mettere le scarpe, per un motivo o per un altro.”

Da una lettera virale a un designer Nike

La lettera raggiunse Tobie Hatfield, uno dei designer più noti di Nike, responsabile di alcune delle scarpe più iconiche del brand tra cui diversi modelli Air Jordan. Hatfield stava già lavorando con atleti Special Olympics su sfide simili e fu entusiasta di aiutare Walzer.

Prima della fine del 2012, Walzer aveva ai piedi un paio di Nike personalizzate che riusciva a mettere e togliere senza assistenza. “Quando ogni mattina mi metto quelle scarpe, mi danno il più grande senso di indipendenza e realizzazione che abbia mai provato nella mia vita”, disse Walzer a Nike.

Il lavoro non si fermò lì. Hatfield e il suo team continuarono a sviluppare la scarpa, e nel 2015 Nike lanciò la prima linea FlyEase: una scarpa con cerniera e cinturino che rendeva più facile calzarla per chi aveva mobilità limitata. Per anni Hatfield aveva inviato prototipi a Walzer per raccogliere il suo feedback — un processo di co-design tra designer e utente che ricorda molto l’approccio dei brand adattivi più piccoli.

La Go FlyEase: nessuna mano necessaria

Il 1° febbraio 2021 Nike ha svelato la Go FlyEase: la prima scarpa completamente senza mani mai realizzata dal brand. Per produrla, Nike ha sviluppato un meccanismo a cerniera bistabile.

Il funzionamento è semplice nella pratica, complesso nell’ingegneria. La parte posteriore della suola esterna funge da “kickstand”: facendo leva con la punta del piede opposto, la Go FlyEase si apre grazie alla cerniera. Una banda — il tensore — che avvolge il tallone mantiene la scarpa in posizione aperta, permettendo di far scivolare il piede fuori. Per infilarla, basta appoggiarvi il piede e premere verso il basso sulla soletta. Il tensore richiude automaticamente il kickstand e la scarpa si assesta intorno al piede.

La cerniera bistabile permette alla scarpa di essere stabile sia in posizione completamente aperta che completamente chiusa — una dualità tecnica che non aveva precedenti nel design calzaturiero. Come ha spiegato una delle ingegnere del progetto: “La prima sfida tecnica era che non avevamo mai messo una cerniera nella suola di una scarpa prima d’ora.”

Per chi è pensata e chi la indossa

Sarah Reinertsen, triatleta paralimpica tre volte campionessa del mondo e membro del team di innovazione FlyEase di Nike, ha spiegato così la portata del progetto: “Per alcuni utenti la Nike Go FlyEase potrebbe essere semplicemente una scarpa comoda. Per altri, con disabilità visibili o invisibili, potrebbe essere la libertà di mettere le scarpe da soli.”

La schermitrice paralimpica Bebe Vio ha commentato: “Di solito impiego moltissimo tempo per infilarmi le scarpe. Con la Nike Go FlyEase devo solo appoggiarci il piede e saltarci sopra. È una nuova tecnologia, non solo per gli atleti adattivi ma per la vita reale di chiunque.”

Il design universale è al cuore della filosofia della scarpa: come ha spiegato il team Nike, l’obiettivo era costruire una scarpa per chiunque — da chi ha una disabilità a un atleta olimpico.

Inquadratura dal basso e ravvicinata di Bebe Vio sorridente seduta su una terrazza durante il crepuscolo. In primo piano spicca la sua gamba con protesi che indossa una scarpa Nike Go FlyEase verde chiaro e celeste, mostrando l'accessibilità della calzatura.

La Go FlyEase oggi

Da quando è stata presentata nel 2021, la Go FlyEase ha ampliato notevolmente la propria gamma di colorazioni e varianti, diventando un modello riconoscibile e desiderato ben al di là della comunità della disabilità. La scarpa fa parte di una linea FlyEase più ampia, che include versioni adattive di silhouette iconiche come l’Air Max 90 e l’Air Jordan 1, a dimostrazione che la tecnologia FlyEase non è più un progetto di nicchia, ma un approccio al design che Nike applica trasversalmente al proprio catalogo.

Reinertsen ha sottolineato che lo sviluppo di scarpe adattive è una priorità continua: “Ascoltiamo sempre la voce dell’atleta. Siamo stati molto attenti ad ascoltare le voci delle persone con disabilità.”

Fonti

Nike
DogoNews
Hypebeast
Freethink

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