C’è un aspetto dello shopping che molte persone con bassa statura conoscono bene: comprare un paio di pantaloni e sapere già, prima di provarlo, che andrà in sartoria. Lo stesso succede con un cappotto, con una giacca, con qualsiasi capo che abbia maniche o gambe. Chamiah Dewey lo ha scoperto nel 2018, quando ha incontrato una ragazza adolescente con nanismo durante un’attività di volontariato, e ha realizzato che nel Regno Unito non esisteva un solo brand pensato per lei. Da quel momento ha deciso che avrebbe costruito lei quello spazio.
Chi è Chamiah Dewey
Dewey ha studiato alla London College of Fashion, dove ha trasformato la sua ricerca in un progetto concreto. Ha intervistato donne con nanismo, ha sviluppato il primo manichino da sartoria al mondo nella forma di una donna con acondroplasia — la forma più comune di nanismo — e ha pubblicato libri di taglie per dimostrare che le persone di bassa statura appartengono agli spazi della moda.
Ha costruito una relazione di lungo periodo con la Restricted Growth Association, che l’ha aiutata a raccogliere dati di misurazione da donne con nanismo di diverse proporzioni e condizioni, trasformati poi in uno schema taglie su misura.
Non ha il nanismo. È un’architetta di moda normodotata che crede fermamente nel design inclusivo: “Credo nel creare pezzi stilosi con adattamenti discreti, così che nessuno si senta diverso quando si veste.”

Il rilancio: da donne con nanismo a tutte le persone sotto i 150 cm
Il brand nasce nel 2020 con una missione specifica: creare abbigliamento per donne con acondroplasia. La sfilata alla London Fashion Week del settembre 2022 — in cui sfilarono modelle con nanismo, in sedia a rotelle, con problemi di mobilità e osteogenesi imperfetta — aprì gli occhi a Dewey su qualcosa di più grande: molte altre persone di bassa statura si sentivano escluse dalla moda. Da quel momento il brand si è rilanciato per servire tutte le persone sotto i 150 cm, indipendentemente dal genere o dalla condizione specifica.
Il nuovo schema taglie è stato sviluppato a partire dalle misurazioni di oltre 100 persone di bassa statura con proporzioni e condizioni diverse, e copre le taglie da XS a XL nelle misure UK 6-24.



La collaborazione con Ellie Simmonds e il debutto da Selfridges
Il momento di svolta per DEWEY arriva nel settembre 2024, alla London Fashion Week. La campionessa paralimpica Ellie Simmonds, che è alta 120 cm, ha collaborato con il brand in veste di co-fondatrice e investitrice. La collezione è stata lanciata in contemporanea alla settimana della moda, disponibile sia online che negli store fisici di Selfridges.
In occasione del lancio Simmonds ha dichiarato: “Non ho mai potuto semplicemente prendere qualcosa dallo scaffale. Questa giacca e questi jogger che indosso ora non ho dovuto alterarli in nessun modo. È davvero necessario.” La madre di Simmonds aveva dovuto modificare persino la divisa della nazionale britannica per i Giochi Olimpici di Londra 2012. La collezione ha dovuto essere riassortita pochi giorni dopo la sua comparsa negli scaffali di Selfridges.

Le collezioni e i prodotti
La collezione di debutto è dedicata all’athleisure — abbigliamento sportivo casual — una scelta non casuale: trovare sportswear ben calzante è da sempre una delle sfide più difficili per le persone di bassa statura. Lo schema taglie include lunghezze interne della gamba di 25″ e 18″, per rispondere alle proporzioni diverse delle persone sotto i 150 cm. Le collezioni in programma includono una linea principale da donna e una linea uomo. Le tre categorie di capi più richieste dalla community sono pantaloni che non necessitino di accorciamenti, maglieria che calzi bene e capispalla che non richiedano modifiche.
In parallelo al lancio, DEWEY ha commissionato i primi manichini al mondo nelle proporzioni di persone sotto i 150 cm, utilizzati per esporre i capi in negozio da Selfridges — così che i pezzi siano mostrati esattamente come sono stati progettati: per calzare e valorizzare i corpi di taglia extra-petite.



Rappresentazione e visibilità
Dewey è diretta nel nominare il problema: un quarto della popolazione del Regno Unito è disabile, eppure solo il 4% della rappresentazione mediatica riguarda persone disabili. La visibilità, dice, è la chiave del cambiamento.
Per Dewey non si tratta solo di estetica: “Non è solo una questione di vanità, di stare bene e sentirsi bene — anche se queste cose sono importantissime. È anche il fatto che le persone hanno bisogno di vestiti. È una cosa talmente emotiva che molti di noi danno per scontata.”
Segui il brand su instagram @dewey_clothing e visita il loro sito!
Fonti
Service95
Wear Nex
Refinery29
Crowdfunder
LinkedIn Chamiah Dewey
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Enable Magazine
Dazed Digital
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